-IL FOGLIO DI CIOCCOLATO-

Una vigilia di Pasqua, su un foglio bianco triste come un salice piangente, cadde un goccio di cioccolata calda e buona. Il foglio la guardò e pensò: "Che strano.....sembra proprio un naso di cioccolato!"  La goccia a forma di naso di cioccolato, che aveva sentito tutto, fu lieta che il foglio l'avesse riconosciuto e subitosi presentò:

"Buongiorno, signor foglio!"
"Buongiorno signor naso! - rispose il foglio, con molta educazione. - Che desidera?"
"Io e alcuni amici siamo venuti a farle compagnia per Pasqua!"
"Davvero? E perchè mai? - chiese il foglio incuriosito.
"Perchè abbiamo visto che è triste e nessuno deve essere triste per Pasqua, nemmeno il naso.
"Mi ci vuole ben altro che un naso per diventar felice" rispose allora il foglio con aria affranta.
"Stia a vedere...." disse il naso e PLOF....un sopracciglio di cioccolato comparì sul foglio.
"Le basta?" chiese il naso. E il foglio rispose: "Per far che?"
"Ma per essere felice!" esclamò il naso. NO!" fece eco il foglio e....PLOF! un altro sopracciglio venne a posarsi accanto al primo.
"Le basta?" chiese di nuovo il naso. "Macchè!" rispose il foglio e....PLOF!....un occhio venne a cadere sotto il sopracciglio.
"Le basta?" chiese ancora il naso. "Nnnn" biascicò il foglio, ancor più perplesso e....PLOF!....un altro occhio giunse a far compagnia al primo.
"Le basta?" chiese ancora il naso. "Tze!" brontolò il foglio, a testa bassa e....PLOF! una bocca seria si stampò proprio sotto il naso.
"Le basta?" chiese dunque il baso. "Ora poi certo che no!" esclamò il foglio, sempre più triste e....PLOF!.... una faccia piena di capelli di cioccolato si mise a racchiudere naso, sopracciglia, occhi e bocca.
"Le basta?" chiese infine il naso. "Che scherzo è?" domandò il foglio per tutta risposta, sgranando gli occhi.
"Se solo ci dà ancora un attimo di pazienza...." rispose il naso e....PLOF! ....la goccia di cioccolato che era caduta a far da bocca si allargò fino ad andare a formare uno splendido e gigantesco sorriso di cioccolato, da orecchio ad orecchio si sarebbe detto, se quella faccia di cioccolato li avesse avuti.
A questo punto il foglio non fu più capace di resistere e, abbandonata la tristezza, cominciò a ridere e ad essere felice.